La fortezza di Gradisca d'Isonzo

CENNI STORICI

 

Secc. XII-XV: rotulo censuario della Mensa Capitolare di Aquileia dove viene menzionata per la prima volta la località di Gradisca (1176) (toponimo di origine slava con il significato di sito abitato fortificato). Il territorio di Gradisca è compreso tra i possedimenti dei conti di Gorizia avvocati dei patriarchi di Aquileia.

1420: Venezia occupa il Friuli patriarcale e Gradisca diventa parte dei territori della Serenissima.

1472: prima incursione dei Turchi che risalendo lungo la penisola balcanica giungevano fino in Friuli con l’intenzione di spingersi più ad occidente. Venezia fortifica il colisello su cui sorge Gradisca. Vengono interpellati due architetti Enrico Gallo e Giovanni Borella, successivamente Giacomo Contrin per realizzare quello che diverrà un apparato difensivo per l’epoca molto moderno.

1479-99: pace ventennale stipulata tra Venezia e i Turchi. In questo lasso di tempo viene eretto il perimetro della fortezza e le 108 casette che dovevano ospitare i soldati e i loro cavalli.

1500: scaduta la tregua, Venezia ricorre al consiglio di Leonardo da Vinci per completare la parte più problematica (quella attigua al corso del fiume) della cinta muraria. Sembra provato che tale intervento ci sia stato realmente dal disegno della fortezza di Gradisca che si trova nel codice Atlantico.

1508: Lega di Cambray tra Venezia e gli Asburgo. Gradisca persa da Venezia (1511) verrà conquistata dagli Asburgo e sarà parte dei loro possedimenti fino alla Grande Guerra (fatta eccezione per l’epoca di Napoleone).

1615-17: Guerra di Gradisca combattuta tra Asburgo e Venezia.

1647-1717: Gradisca viene ceduta dagli Asburgo, per necessità erariali, ai nobili stiriani Eggenberg. Gradisca diventa la capitale della Principesca Contea di Gradisca e fa acquisire ai suoi detentori il diritto di voto tra i grandi elettori imperiali.
I signori amministrano questo possesso tramite abili capitani quali Francesco Ulderico della Torre, proprio in questo lasso di tempo la cittadella, grazie al prolungato periodo di pace, da città caserma diventa luogo di residenza di diverse famiglie nobili. Vengono innalzati edifici notevoli quali: palazzo Torriani, il Monte di Pietà, la Loggia dei Mercanti, ecc. Alla fine la famiglia si estingue e Gradisca ritorna alle dirette dipendenze degli Asburgo che la uniscono alla Contea di Gorizia formando così le Unite Principate Contee di Gorizia e Gradisca (1754).

1788-1791: Gradisca è sede vescovile.

19/03/1797: Napoleone con i suoi soldati entra a Gradisca e vi pernotta (19-20/03/1797) nel palazzo de Fin Patuna. Dopo il trattato di Campoformido la città (18/10/1797) ritorna sotto l’Austria per poi passare nel 1807 nuovamente tra i possedimenti francesi nel Regno italico.

1813: il palazzo Torriani ospiterà il viceré Eugenio di Beauharnais e da qui egli terrà il famoso discorso “Alle genti d’Italia”.

1813: Gradisca fa ancora parte dei territori asburgici.

1816: parte del castello di Gradisca diverrà carcere comune, successivamente carcere politico dove venivano portati quei condannati destinati allo Spielberg o alla deportazione (da Trieste verso le Americhe). Il più famoso eroe risorgimentale che transitò di qua è sicuramente Silvio Pellico.

1915-1917: Gradisca si trova molto vicina ai teatri di cruente battaglie combattute tra i soldati dell’esercito italiano e quelli dell’esercito asburgico, quali quella del monte S. Michele, di S. Martino del Carso, di Doberdò.

25/05/1915: i soldati italiani fanno il loro ingresso a Gradisca (prima battaglia sul fronte dell’Isonzo). In seguito, con la disfatta di Caporetto Gradisca (24/10/1917 – dodicesima battaglia) tornerà a far parte del territorio della monarchia asburgica. Ridiverrà italiana a guerra finita (4/11/1918).

6/01/1921: Gradisca viene annessa al Regno d’Italia.